Il montaggio corretto della sella: le 7 domande chiave

Tecnologia e dintorni

Dall’acquisto di una nuova sella naturalmente ci si aspetta sempre un passo in avanti in termini di comfort, non solo di seduta, ma anche di pedalata.

Tuttavia a volte le aspettative del ciclista restano deluse, e non pochi dopo le prime uscite si dichiarano insoddisfatti della comodità, lamentando fastidi nell’area perineale, oltre a una dinamica di pedalata non ottimale.

Se si è scelto la sella ideale in questo caso la causa, con buona probabilità, non è della sella, ma di un montaggio scorretto che sulle lunghe distanze può creare disagi posturali.

Vediamo allora quali sono i punti essenziali da tenere sempre presente:

 

Avrò scelto la sella giusta per me?

Scegliere tipologia e misura corrette della sella è fondamentale per il comfort di pedalata, esattamente come lo è il numero di scarpa quando acquistiamo un paio di calzature nuove. Le selle di Selle Italia sono per questo divise in differenti famiglie, per andare incontro alle esigenze anatomiche e strutturali di ciascun ciclista. Sbagliare scelta con idmatch smart caliper è praticamente impossibile: grazie a questo strumento innovativo è possibile rilevare le misure antropometriche e funzionali del ciclista, per individuare la sella ideale.

 

Posso montare la sella da solo?

No, perché il primo montaggio della sella prevede un’approfondita analisi biomeccanica per ottimizzare la posizione. Posso invece sostituire la sella con più facilità utilizzando il BRP come punto di riferimento tra la vecchia e la nuova sella. In caso di incertezza è sempre meglio affidarsi ad un rivenditore specializzato che con adeguati strumenti come idmatch setup system vi riposizionerà la sella in un minuto.

 

Come trovo il punto d’appoggio ideale?

Nella bicicletta ci sono tre punti d’appoggio: due fissi – pedali e manubrio – e uno mobile, la sella appunto. Il corpo può muoversi su di essa, e per questo è fondamentale trovare il punto di seduta ideale, che potrà essere mantenuto senza fatica per tutta la pedalata.

Per individuare la giusta posizione i passaggi sono due.
Prima di tutto, con l’aiuto di un normale calibro, bisogna trovare il BRP – Biomechanical Reference Point, ovvero il punto di riferimento biomeccanico in cui la sella è larga 70 mm; dal BRP bisogna poi misurare 110 mm verso la punta della sella per determinare la cosiddetta fit line, e segnarla con il nastro adesivo. Quando la seduta è corretta, questa linea sporge appena oltre il cavallo dei pantaloncini.

 

È vero che per aumentare la spinta bisogna montare la sella con una leggera inclinazione in avanti?

No, è una cosa che si sente spesso dire, ma non risponde a verità.

Con qualsiasi tipo di sella, al momento del montaggio la prima cosa da fare è assicurarsi che si trovi perfettamente “in bolla”, senza gradi negativi o positivi. Abbassare “il naso”, come molti pensano di dover fare per riuscire a spingere sui pedali con maggiore potenza, porta invece a far scendere il corpo verso il basso, assumendo una posizione di seduta sbagliata.

Inoltre, se le ossa ischiatiche sono posizionate in un punto della sella troppo avanzato, cioè dove la sua larghezza è inferiore, la pressione esercitata su una superficie ridotta provocherebbe la comparsa di dolore e altri disturbi nell’area pelvica.

 

Dopo il montaggio quali aggiustamenti vanno fatti durante la prima uscita?

Se la fit line è stata individuata correttamente non dovrebbero essere necessarie ulteriori regolazioni.

Viceversa, se nel corso della prima pedalata la linea non è più visibile, significa che la sella è posizionata troppo indietro e il corpo ha cercato di compensare spostandosi in avanti, così sarà necessario avanzare la sella di quello stesso spazio. Nel caso opposto, quando sarà visibile una superficie di sella maggiore rispetto alla linea, vuol dire che il nostro corpo tende ad arretrare ed è necessario spostare indietro la sella quel tanto che basta per trovare la giusta posizione. Con questo semplicissimo metodo si asseconda il movimento del corpo e la sua necessità di mantenere determinate angolazioni.

Una ulteriore verifica nel corso delle 2-3 uscite successive garantirà il risultato migliore.

 

Come ci si accorge che la sella non è montata correttamente?

Se la sella è posizionata male il nostro corpo sarà a disagio e cercherà di adattarsi muovendosi di continuo sulla bicicletta. Il movimento della sella va infatti considerato un movimento in 3D, cioè avanti-indietro e alto-basso, ma in più bisogna tenere presente che il corpo è libero di muoversi a destra e a sinistra perché è l’unico punto di contatto mobile con la bicicletta.

La certezza che tutto è a posto si avrà di solito dopo circa 30-40 minuti di pedalata, quando si abbassa la concentrazione sul mantenimento del punto di seduta e le ossa ischiatiche restano comunque appoggiate nella posizione iniziale.

 

Quali fastidi provoca una seduta non corretta?

Quando il punto d’appoggio non è ideale, il corpo esercita una pressione eccessiva sulla sella e possono subentrare alcuni fastidi. Il primo campanello d’allarme è rappresentato di solito da lievi difficoltà di minzione appena scesi di sella: questo significa che l’uretra, il tubicino che collega la vescica all’esterno, è rimasta a lungo compressa dal peso del corpo, e deve riprendere la sua naturale conformazione.

Un altro “sintomo” classico è il formicolio e l’insensibilità nella zona genitale, causato da una posizione troppo avanzata, e dal conseguente schiacciamento del nervo pudendo contro l’osso pubico.

L’impiego di una sella forata, come i modelli Flow di Selle Italia, permette di scaricare la pressione della seduta, rendendo il corpo meno soggetto a questo tipo di fastidi.

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