Le 6 cose da non fare in sella

Sicurezza

Il bello della bicicletta è prima di ogni altra cosa il piacere di libertà e indipendenza che ci regala una pedalata all’aria aperta, il sapere che un mezzo così semplice e leggero è in grado di portarci ovunque le nostre gambe siano capaci di spingerlo.

Non bisogna però mai confondere questa libertà della mente e del corpo con l’impressione di poter fare tutto ciò che vogliamo quando siamo in sella.

La bicicletta non è un’armatura che ci isola dal mondo circostante fatto di auto, di moto, di altri ciclisti e di pedoni. Durante ogni uscita dobbiamo per forza di cose confrontarci sempre con strade trafficate e segnaletica da rispettare, e comportarci di conseguenza in modo adeguato per evitare rischi a noi stessi e agli altri.

Secondo le statistiche Istat gli incidenti gravi in bici sono in aumento, perciò vediamo quali sono le abitudini e i comportamenti che più frequentemente possono causare guai durante la pedalata, e perciò assolutamente da evitare.

 

 

Pedalare senza casco

Leggeri, ben areati, spesso con un design accattivante e aggressivo i caschetti sono ormai entrati da diversi anni a far parte senza discussioni del corredo standard di ogni ciclista.

Non indossare questa fondamentale protezione può costare caro, anche soltanto per una caduta banale a bassa velocità.

Purtroppo la legge ancora non ne ha reso obbligatorio l’impiego, ma decidere di rinunciarvi sarebbe davvero un’imperdonabile leggerezza.

Da sottolineare che qualsiasi tipo di casco si scelga, ci proteggerà al meglio solo è della giusta taglia (non si deve muovere se scuotiamo la testa) e se lo allacciamo ben stretto sotto la gola.

 

Parlare al telefono

Quando il cellulare squilla nella tasca posteriore ci vuole poco per estrarlo e rispondere, ma attenzione. Il codice della strada lo vieta, ed esattamente come succede in auto si può incorrere in una multa e – pochi lo sanno – nella decurtazione di 5 punti dalla patente. Legge a parte, non è davvero una buona idea “armeggiare” con il telefono continuando a pedalare, magari a buona andatura per non perdere contatto con i compagni di uscita.

Un breve attimo di distrazione e la caduta è servita. Fermiamoci a bordo strada e rispondiamo in tranquillità: è meglio. Basta un fischio e davanti ci aspetteranno.

 

Voltarsi

Statisticamente, molti incidenti si verificano proprio mentre il ciclista si volta per controllare alle proprie spalle, tendendo così a spostarsi verso centro strada.

Ma allora perché non risolviamo il problema usando uno specchietto retrovisore? Forse nei confronti di questo fondamentale accessorio di sicurezza c’è ancora un pizzico di diffidenza, come succedeva 25 anni fa con il casco. Anche in questo caso sarà probabilmente solo questione di tempo e abitudine.

Non trova fondamento nemmeno il timore di rovinarci il look, visto che oggi è disponibile un retrovisore dal design particolare ed elegante, come l’Eyelink, che si integra perfettamente nel gruppo comandi.

 

Pedalare affiancati

Troppo spesso la voglia di scambiare due chiacchiere con gli amici del gruppo ci porta a pedalare affiancati, creando, oltre a un intralcio per la circolazione, un reale pericolo per noi stessi e per gli automobilisti, costretti ad allargare.

Se il buon senso non serve a scoraggiare questa rischiosa abitudine, ricordiamoci che anche il codice della strada prescrive che i ciclisti debbano procedere su un’unica fila, pena una contravvenzione.

 

Essere poco visibili

Soprattutto all’imbrunire, una bici in strada è praticamente invisibile agli automobilisti. Teniamone conto per la nostra incolumità.

Due piccole luci led a batteria da tenere in tasca pronte per essere posizionate sul canotto della sella e sul manubrio in caso di oscurità incipiente, rappresentano una soluzione sicura e poco impegnativa.

Selle Italia conosce bene l’importanza di essere perfettamente visibili in ogni situazione per abbassare il livello del rischio, e per questo nella sua linea di selle Sportourer ha adottato l’impiego di una banda catarifrangente, in grado di farci distinguere anche nelle condizioni più critiche.

 

Ignorare la segnaletica

Pedalare su strade trafficate, nel flusso di auto e moto, significa adeguarsi al rispetto delle norme del codice a cui sono tenute queste ultime.

Un concetto che a volte sfugge, è che quando siamo in sella alla nostra bici diventiamo “soggetti deboli” della circolazione, perciò comportarci in modo disciplinato diventa principalmente un modo di tutelare la nostra sicurezza.

Dunque segnaliamo in anticipo la svolta con il braccio, rispettiamo le precedenze, gli attraversamenti pedonali e i semafori e, in caso di incolonnamenti di auto, superiamo la fila a destra, sempre con un occhio alle portiere…

 

 

 

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