La soglia, questa sconosciuta

La salute in sella

Determinare la propria soglia anaerobica permette di personalizzare gli allenamenti, aumentando nel tempo la capacità aerobica e migliorando resistenza e prestazioni.
Magari con l’aiuto di una sella “su misura” scelta con
il sistema scientifico di misurazione idmatch di Selle Italia.


Inevitabilmente tutti i ciclisti, di qualunque livello, prima o poi finiscono a parlare e discutere di soglia con i loro compagni di uscita.

Ognuno ha le proprie convinzioni in merito, e di solito non si arriva mai a un’opinione condivisa su come calcolarla, perché nella maggior parte degli appassionati le idee su questo argomento sono piuttosto confuse e basate su teorie non sempre corrette.

In realtà la questione è molto più semplice di quanto possa sembrare, perciò vediamo di fare un po’ di chiarezza su questo importante metodo di valutazione funzionale della prestazione.

L’energia richiesta dal ciclismo è quasi esclusivamente di tipo aerobico; il nostro organismo utilizza cioè l’ossigeno inspirato per convogliarlo ai muscoli attraverso il sangue e permettergli così di lavorare correttamente. Tutti avremo notato che durante lo sforzo al salire dei battiti cardiaci aumenta progressivamente il senso di fatica: ciò succede perché a un regime troppo elevato i muscoli non riescono più a smaltire l’acido lattico (lattato) prodotto. Questa è appunto la soglia anaerobica, che potremmo definire come la nostra “cilindrata” personale, la “potenza” del nostro fisico. In pratica si tratta del limite massimo oltre al quale l’organismo produce più acido lattico di quanto il sangue sia in grado di rimuovere. A quel punto l’energia viene prodotta, senza più utilizzare ossigeno, attraverso il glicogeno, cioè attingendo alla riserva di energia dei muscoli, e in breve subentra l’affaticamento e si finisce per andare in “acidosi”, con irrigidimenti muscolari e crampi.

Dal funzionamento di questo meccanismo ben si comprende come la conoscenza della soglia anaerobica rappresenti un fondamentale parametro di allenamento: riuscire a pedalare restandone appena al di sotto, permette di mantenere più a lungo uno sforzo intenso, aumentando nel tempo la capacità aerobica e in definitiva migliorando resistenza e prestazioni.

 

Come calcolarla

Una volta compreso il concetto di soglia anaerobica, come si fa a determinare la propria?

Esistono diversi test specifici basati sull’analisi di prove sotto sforzo, il più attendibile dei quali è probabilmente il test del lattato, ovvero il prelievo di piccole quantità di sangue dopo sforzi a intensità crescente effettuati su un cicloergometro, per misurare la concentrazione di acido lattico.

Un’alternativa nata nel 1976, meno precisa, ma ancora oggi molto diffusa, è il cosiddetto test di Conconi, non invasivo ed eseguibile anche da soli con l’aiuto di un cardiofrequenzimetro. Il test consiste nel misurare le variazioni dei battiti cardiaci all’aumentare dell’intensità dello sforzo. In pratica, riportando su un grafico i dati di velocità e frequenza cardiaca, si noterà una crescita lineare di quest’ultima proporzionalmente alla velocità, fino a un certo punto in cui si verifica una deflessione che indicherà appunto la soglia anaerobica.

La misurazione della frequenza cardiaca sotto sforzo, oggi particolarmente semplificata dalla diffusione dei cardiofrequenzimetri, è alla base anche di un metodo empirico molto conosciuto e tutto sommato attendibile, che consiste nello stabilire la frequenza massima sottraendo la propria età al valore standard di 220; il 90% del valore ottenuto rappresenta la frequenza corrispondente alla soglia anaerobica.

Un esempio: un ciclista di 40 anni avrà una frequenza massima di 180 battiti al minuto (220 – 40), mentre la sua frequenza di soglia sarà di 162 battiti (90% di 180).

Conoscere i propri valori di soglia, e imparare ad allenarsi tenendone conto, aiuta di certo a ottimizzare l’efficienza della pedalata, ma bisogna ricordare che per ottenere questo obiettivo altri fattori sono altrettanto importanti: ad esempio la posizione in bici e prima ancora la scelta della sella giusta .

L’innovativo sistema scientifico di misurazione idmatch, nato dalla ricerca Selle Italia, permette ad esempio di individuare la taglia della sella che meglio si adatta a ciascun ciclista. Grazie a un sofisticato calibro digitale che determina automaticamente la seduta ideale, è infatti possibile trovare in pochi secondi la soluzione migliore in termini di confort e prestazione.

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