Il test da sforzo

La salute in sella

Una prova composta da una serie di esami da effettuare per la prevenzione dei rischi cardiovascolari in chi pratica sport di resistenza come il ciclismo. Dopo i 40 anni, è consigliato ripeterlo con cadenza almeno biennale per accertarsi che tutto sia “in ordine”.

 

Può svelare patologie cardiache occulte, o quanto meno indicarci quali sono i limiti prestazionali che non dovremmo superare : si tratta del test da sforzo, obbligatorio nell’ambito della certificazione medico-sportiva per l’idoneità agonistica. Anche i semplici appassionati di granfondo lo conoscono bene, perché richiesto per l’iscrizione alle gare, ma in ogni caso a tutti i praticanti over 40 si consiglia di sostenerlo almeno ogni due anni, come buona norma di sicurezza e prevenzione, per praticare sport senza rischi e in piena consapevolezza

 

Come si svolge

Questo utilissimo check-up, viene effettuato presso istituti di medicina sportiva pubblici o privati, o anche da Medici sportivi accreditati. Il cuore (…letteralmente…) del test è la prova su cicloergometro, una vera e propria cyclette collegata a sensori di rilevamento cardiaco, che permette in sostanza di capire quali sono le capacità aerobiche del soggetto.
Il tutto dura circa 20 minuti, con un aumento progressivo dei livelli di sforzo circa ogni 2 minuti, e analisi in tempo reale da parte del medico di frequenza cardiaca e pressione.
Il tutto termina quando non siamo più in grado di sopportare lo sforzo, ovvero quando il cicloergometro segnala che non riusciamo a mantenere la cadenza di 60 pedalate al minuto. Nel complesso una bella fatica.

Qualche consiglio:

presentatevi al test con abbigliamento comodo.
La sera prima non esagerate con fumo e alcol, proprio come se doveste affrontare una gara impegnativa, altrimenti i dati possono risultare falsati.

Fate una colazione leggera.

Se possibile andate al centro medico in bici per arrivare già riscaldati.

Portate una bottiglia d’acqua perché la prova si svolge spesso in un angusto ambulatorio e suderete molto.

 

Quali valori?

I due parametri più importanti indagati con il test sono la VO2Max e la VAM.
Il primo valore indica in pratica la nostra capacità di resistenza cardiorespiratoria, attraverso il massimo volume di ossigeno consumato nell’arco di un minuto per ogni kg di peso corporeo, al massimo dello sforzo.

In pratica la nostra “cilindrata”. Questo dato sul consumo di ossigeno risulta decisivo nella prestazione sportiva di resistenza, in quanto il 25% dell’energia che il nostro fisico ricava dal processo di combustione arriva direttamente ai pedali sotto forma di potenza erogata.

In ambito non professionistico, un ottimo valore si attesta intorno ai 50/60ml/kg/min, e in ogni caso tende ad aumentare parallelamente alla crescita del livello di forma fisica.

La VAM (Velocità Aerobica Massima) invece è la velocità con cui raggiungiamo la soglia VO2Max del massimo consumo di ossigeno, e oltre alla quale i muscoli cominciano a produrre acido lattico.

I dati ottenuti al termine della prova sono naturalmente preziosi per impostare un allenamento scientifico in base ai “punti deboli” riscontrati.

 

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