FORATURA: COME GONFIARE?

Risolvi e riparti

La foratura è sempre un momento sgradevole, e appena ci si accorge del problema di solito il primo pensiero va alla camera d’aria di scorta. Ce l’ho? Sarà ancora in buone condizioni? Fugati questi primi dubbi e intervenuti con la sostituzione è il momento del gonfiaggio. Ma con cosa? Pompa, minipompa, bombolette “gonfia e ripara”, CO2?
Sono sostanzialmente queste le opzioni a disposizione, anche se c’è da dire che ormai quasi più nessuno si porta dietro la classica pompa lunga fissata al tubo piantone, che invece (peso a parte) sarebbe la soluzione più efficiente.
Le bombolette di schiuma sono senz’altro comode e veloci, ma poi la camera d’aria non si può più riparare e bisogna buttarla, inoltre se si devono affrontare molti chilometri per tornare a casa c’è il rischio che la riparazione non regga.
Restano le minipompe e le bombolette di CO2, quasi sempre impiegate in associazione per maggior praticità.
Ecco qualche accorgimento operativo per non sbagliare, rischiando di sprecare la bomboletta e di tornare spingendo…

  • Ne esistono da 12 e da 16 g, ma meglio optare per quelle più grandi, che consentono di raggiungere pressioni maggiori: il timore di un gonfiaggio eccessivo non dovrebbe sussistere, con copertoncini che oggi possono reggere tranquillamente le 10 atmosfere.
  • Invece del semplice raccordo erogatore meglio usare una minipompa ibrida, che sta tranquillamente nella tasca posteriore e ha il grande vantaggio di permetterci di gonfiare leggermente la camera d’aria appena sostituita prima di procedere con la bomboletta, per ricollocarla più facilmente ed evitare “pinzature” tra cerchio e copertone.
  • La cartuccia di CO2 è posizionata nel corpo della pompa, e tramite un’apposita vite a punta è possibile forarla per erogare l’anidride carbonica.
    Il passaggio delicato è quello del fissaggio della pompa alla valvola, perché basta un piccolo errore per far fuoriuscire e sprecare tutto il gas. Prima di forare la bomboletta meglio assicurarsi che tutto sia a posto e ben collegato.

L’operazione non è comunque difficile, ci vuole solo un po’ di pratica, e bisogna mettere in conto qualche “spreco”. Meglio esercitarsi un paio di volte a casa, e in ogni caso portarsi dietro sempre almeno due bombolette di scorta.
Una curiosità: la CO2 compressa che si espande rapidamente assorbe calore, e la cartuccia diventa improvvisamente ghiacciata durante l’uso.

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