Un giro a tutta velocità

Alla vigilia del Giro ecco un “botta e risposta” a ruota libera con André Greipel, il fortissimo velocista tedesco del Team Lotto-Soudal, che parla di ciclismo a 360° e svela anche qualche piccola curiosità sulla sua carriera e naturalmente sul suo rapporto con la sella.

 

Sei in forma? Obiettivi per Questo giro?

Affronto il giro dopo un breve periodo di riposo a seguito delle classiche, e sì, direi che sono abbastanza in forma. Obiettivo principale sono naturalmente le tappe di pianura, con il solito indispensabile, grande lavoro della squadra, ma la concorrenza è di altissimo livello, perciò sarei soddisfatto se mi aggiudicassi almeno una volata.

 

I tuoi 3 favoriti per la vittoria finale?

I tre nomi più scontati: Quintana, Kruijswijk e naturalmente Nibali.

 

Tra le tue molte vittorie, più di 130 in carriera, quale è stata la più esaltante?

Senza dubbio la mia prima vittoria di tappa al Tour de France è stata incredibilmente eccitante, perché tutti i corridori sognano di provare quell’emozione speciale almeno una volta in carriera.

 

La sconfitta più dolorosa?

La scorsa stagione il campionato del mondo a Doha, in Qatar, vinto in volata da Sagan.

Un’occasione persa. Un grande rammarico.

 

Cosa significa finire secondi nel ciclismo?

In tutti gli sport sarebbe un buon risultato, ma perdere una volata per pochi centimetri o addirittura millimetri, magari dopo 200 km di fatica, garantisco che fa molto male!

Per fortuna, soprattutto nelle corse a tappe, di solito si presenta presto un’altra opportunità per rifarsi.

 

Qual è la caratteristica più importante per un velocista?

Più che la potenza, direi l’istinto di trovare il momento perfetto per infilarsi e prendere la ruota giusta.

 

La massima velocità raggiunta?

In volata 81 km/h, in discesa sono arrivato a 116 km/h.

 

Il campione più forte che tu abbia mai conosciuto?

Voglio guardare oltre al ciclismo e dico il pugile Wladimir Klitschko, peso massimo ucraino campione del mondo delle tre principali federazioni.

 

Quali caratteristiche deve avere la tua sella ideale?

Ogni corridore ha le sue opinioni a riguardo, ma per me il comfort è molto più importante del peso, perchè insieme alle scarpe, la sella è l’unico punto di contatto del corridore con la bicicletta, così c’è bisogno che sia assolutamente comoda, sia in corsa sia in allenamento, per permettere di concentrarsi sulla prestazione.

 

Cambi modello durante l’anno in base al tipo di percorso o di gara?
Normalmente scelgo la sella che mi trasmette il “feeling” migliore, e la utilizzo per ogni tipo di gara o di percorso. Cronometro a parte, dove uso una modello specifico.

 

Quale stai usando attualmente?

La Turbomatic Gel Flow di Selle Italia. La trovo comodissima, sia per l’imbottitura, sia per il taglio centrale che la rende più flessibile verso la punta.


Quanto tempo libero ha un professionista della bicicletta?

Nella prima parte di stagione davvero poco, perché gli impegni sono troppo ravvicinati, e poi se si partecipa alle corse a tappe si sta via da casa diverse settimane consecutive.

Solo nella seconda parte, di solito dopo il Tour de France, si riesce a ritagliare qualche weekend da trascorrere con la famiglia.

 

Quando non pedali, cosa ti piace fare?

Running e fitness sono piacevoli e utili come attività di preparazione, ma se parliamo di altri sport amo guardare il calcio.

 

Cosa diresti a un giovane che volesse seguire le tue orme?

Gli direi di lasciar stare la bicicetta e di dedicarsi al pallone… Meglio diventare calciatore che ciclista… Scherzo, dai… L’importante è fare sempre ciò che si ama.

 

 

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