Audax Randonneur Italia: spirito “randagio” in bicicletta

Le randonnée sono allo stesso tempo un modo antico e moderno di intendere il ciclismo: affrontare tanti km in sella senza classifiche, con l’unico obiettivo di muoversi per conoscere i propri limiti, vivendo il territorio in modo sostenibile.

Una nuova partnership tra Selle Italia e ARI – Audax Randonneur Italia è l’occasione per incontrare l’attuale presidente dell’associazione di riferimento dei randonneur italiani, Luca Bonechi, e il suo predecessore, nonché fondatore dell’associazione, Fermo Rigamonti.
Con loro cerchiamo di capire meglio questa disciplina, chi sono i praticanti, quali sono le maggiori difficoltà che devono affrontare e in cosa consiste veramente lo “spirito rando”.

 

Breve premessa storica: come e quando nascono le randonnée?

Fermo Rigamonti – Il movimento dei randonneur ha origine in Italia nel 1897, quando un gruppo di ciclisti partì da Roma per percorrere in giornata i 230 km fino a Napoli: è questa storicamente la prima escursione ciclistica “audace” su lunga distanza. La disciplina ufficiale è nata però solo qualche anno dopo in Francia, nel 1904, quando venne fondata la società Audax Club Parisien, tra i cui soci vi fu Henry Degrange, ideatore poi del Tour de France, che definì le regole delle randonnée.

Il Club, istituì poi nel 1921 i “Brevets Randonneurs Français”, consistenti in attestati rilasciati agli atleti che riuscivano a coprire le distanze previste dalle varie manifestazioni secondo le relative tabelle di marcia.

ARI – Audax Randonneur Italia è l’unica associazione italiana riconosciuta a livello mondiale dall’Audax Club Parisien, come organizzatrice di brevetti randonnée.

Il nostro vero obiettivo è quello di promuovere il cicloturismo, principalmente su strade secondarie, dove si possa vivere in sella alla propria bicicletta il paesaggio, il luoghi e il senso stesso del viaggio.

 

Come potremmo definire una randonnée?

Fermo Rigamonti – Intanto cominciamo con il dire che la randonnée è libertà. Si tratta di manifestazioni e non di gare: l’agonismo esiste solo a livello personale, e per questo non esistono classifiche, ma solo un tempo minimo e massimo in cui coprire la distanza per ottenere il brevetto e omologare la prova.

Conseguire più brevetti è importante al fine di essere ammessi agli appuntamenti “clou”. Ad esempio, chi vuole partecipare alla Parigi-Brest-Parigi di 1.200 km, deve ottenere nel corso dello stesso anno un brevetto su distanze di 200 km, 300 km, 400 km e 600 km.
Questa manifestazione di grande prestigio, nata nel 1981 e disputata fino al 1951 con cadenza decennale solo per professionisti, oggi è diventata una sorta di Olimpiade delle randonnée che si svolge ogni 4 anni (la prossima nel 2019).

Una ulteriore caratteristica che differenzia una randonnée, ad esempio da una granfondo, è che durante la prova i partecipanti non possono contare sull’assistenza dell’organizzazione, e devono cavarsela da soli in qualunque situazione.
Lo spirito “rando” è in definitiva sempre quello dell’”impresa”, della sfida a sé stessi e ai propri limiti.

 

Il movimento in Italia

Fermo RigamontiNel 2003 ho creato Bici Italia Audax (diventata poi l’attuale ARI- Audax Randonneur Italia nel 2008), ricevendo l’incarico dall’Audax Club Parisien – ACP di impostare e gestire il movimento in Italia. Già nel 1999 si organizzavano i primi “brevetti” per poter partecipare alla Parigi-Brest-Parigi, ma con la nascita dell’associazione tutto prese una veste più ufficiale, con manifestazioni, come da regolamento, da 200 a oltre 1.000 km. Dal 2006 in Italia si svolge anche la 1001 Miglia – da me ideata – la più lunga ed estrema randonnée in Europa, con un percorso di oltre 1.600 km e un dislivello di circa 20.000 m, che nell’ultima edizione disputata nel 2016 ha richiamato ciclisti provenienti da 38 nazioni in rappresentanza di tutti i 5 continenti (la prossima nel 2020).

Luca Bonechi – Il movimento delle randonnée è presente in 60 Paesi ed è in continua crescita anche in Italia: a livello di numeri siamo quarti al mondo, con circa 16.000 ciclisti omologati nel 2017, il che significa un numero di praticanti superiore ai 20.000.
Per un’attività di nicchia sono tantissime persone.

Riuscire a essere presenti come associazione a manifestazioni simbolo, ad esempio la Parigi-Brest-Parigi, rappresenta un’ottima occasione per rafforzarci ancora di più. La partnership realizzata con Selle Italia è da questo punto di vista un’ulteriore opportunità di valorizzazione della disciplina, ma anche di un marchio Made in Italy sempre molto “cercato” e apprezzato in questo ambiente, come del resto in tutte le discipline legate alla bicicletta…

 

Quanto è importante ogni dettaglio dell’attrezzatura, e in particolare la sella, stando così tante ore in bicicletta?

Fermo Rigamonti – La bicicletta deve essere naturalmente comoda e “riposante”, niente a che vedere con i modelli rigidi e reattivi usati solitamente nelle gare: ci vuole una geometria del telaio non esasperata, inoltre molti preferiscono l’acciaio o il titanio, materiali con caratteristiche di elasticità ancora oggi insuperate.

Poi le ruote: meglio i cerchi a 32 raggi, meno leggeri ma di certo più confortevoli e robusti.

La sella merita un discorso a parte, perché è l’elemento più importante.

L’imbottitura non deve essere eccessiva, e la larghezza deve garantire un corretto appoggio alle ossa ischiatiche. Spesso si vedono sulle biciclette selle decisamente troppo strette, che inevitabilmente – non solo su queste distanze – creano problemi di seduta. Oggi tuttavia è molto semplice individuare la larghezza ideale per ciascuno, grazie al sistema di misurazione scientifica con lo Smart Caliper idmatch ideato da Selle Italia. Con questo apposito strumento ci vogliono pochi secondi per individuare la taglia esatta, e ogni ciclista, in particolare chi voglia cimentarsi con una randonnée, dovrebbe basarsi su questo “test” prima di scegliere la sella. Ne va del suo benessere, ma anche della prestazione.

 

Luca Bonechi – L’opportunità di collaborazione con Selle Italia ci fa molto piacere, perché la sella è uno degli elementi più importanti per la nostra attività, se non il più importante in assoluto. Negli ultimi anni i produttori hanno trascurato il nostro settore, invece Selle Italia sta dedicando molta attenzione allo sviluppo di prodotti dedicati.

Facile capire che per stare seduti in bicicletta 70-80 ore in 3 giorni il randonneur si deve trovare perfettamente a suo agio con la sella.

I fondamentali requisiti richiesti sono comodità e sicurezza, e Selle Italia ha realizzato una sella perfetta in questo senso, che è la Novus Superflow Endurance: ergonomica, solida e resistente, con un’imbottitura pensata apposta per le lunghissime distanze. Esattamente quello che si aspetta un randonneur da un marchio di qualità.

 

Pedalando a lungo, anche di notte e in condizioni difficili, l’aspetto sicurezza diventa cruciale: cosa possiamo dire a riguardo?

Luca Bonechi – Chi arriva a gestire un’associazione come ARI, che ha l’esclusiva dei brevetti randonnée in Italia, deve per forza di cose essere un randonneur “militante” lui stesso: per quanto mi riguarda ho fatto 4 volte la Parigi-Brest-Parigi, 3 volte la 1001 miglia, e molte altre ancora. Questo per dire che so bene quanto sia importante l’aspetto sicurezza in questo genere di manifestazioni. Non a caso noi privilegiamo sempre i percorsi su strade a basso traffico veicolare.

Tra l’altro le strade secondarie in Italia sono bellissime e andrebbero valorizzate. Nel nostro piccolo cerchiamo di farlo, e per questo abbiamo ideato e promosso la campagna nazionale “strade da vivere, all’interno del progetto RICiclovie (rete Italiana Ciclovie) per una “mobilità nuova”, fatta di condivisione e rispetto da parte di tutti gli utenti della strada.

Tornando alla sicurezza, Selle Italia offre una serie di prodotti che sono sicuramente al centro dell’attenzione del mondo randonnée.

Selle a parte, sto pensando ad Eyelink, il piccolo specchietto retrovisore che nella circolazione stradale permette di vedere chi sopraggiunge da dietro, e in alcuni casi può davvero salvare la vita; ma anche i nuovi Shock Absorber che, in associazione a uno speciale nastro manubrio dotato di grip, assorbono le vibrazioni per una guida più confortevole e una tenuta più sicura.

Tutte soluzioni che per i randonneur sono preziose, ma teniamo presente che non ci riguardano in esclusiva, perché noi siamo in fondo solo un’avanguardia di “esploratori” che anticipano i cicloturisti viaggiatori, sempre più numerosi, e che hanno bisogno di prodotti con le stesse caratteristiche.

 

In conclusione, non possiamo che chiudere citando il motto dei randonneur:

Randonnée: né forte né piano, ma sempre lontano.

 

https://www.audaxitalia.it/

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