Lombardia

Oltrepò Pavese: su e giù tra colline e vigneti

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Partenza

Casteggio (PV)

Arrivo

Casteggio (PV)

Lunghezza

71 chilometri

Dislivello complessivo

1.330 metri

Altitudine massima

620 metri (Passo del Carmine)

Difficoltà

Media

Bastano pochi chilometri per raggiungere da Milano un angolo di “paradiso dei ciclisti”: profili ondulati e stradine tortuose sono il terreno ideale per mettere alla prova la comodità della Max SLR Gel Flow di Selle Italia.

 

L’Oltrepò Pavese non è il Chianti, ma si può considerare quasi un parente stretto, con le sue stradine serpeggianti e gli improvvisi strappi tra colline, vigneti e borghi arroccati. Traffico automobilistico praticamente nullo.

Uno scenario davvero rilassante, racchiuso in un piccolo lembo di Lombardia tra Piemonte ed Emilia, a soli 40 minuti di macchina da Milano, che offre innumerevoli possibilità per la bici, sia strada sia MTB.

Quello proposto è un itinerario “on road” con partenza e arrivo a Casteggio. Basic ma abbastanza impegnativo perché non lascia mai tempo di rifiatare. Da queste parti infatti le discese sono faticose quasi come le salite, a causa di un manto stradale purtroppo quasi sempre in pessime condizioni.

In sintesi, comunque, stiamo parlando di circa 70 km, ma con ben 1.300 metri di dislivello, collezionati senza fare una salita più lunga di 3-4 km. Un percorso “tormentato” in cui è necessario muoversi molto in sella per spingere sempre al meglio, e limitare allo stesso tempo i disagi dovuti alle asperità dell’asfalto. Dunque un buon test per la Max SLR Gel Flow di Selle Italia, che ha tra le sue caratteristiche proprio quella di assorbire le vibrazioni in modo molto efficace, grazie a un sistema di elastomeri inseriti tra lo scafo e il telaio della sella.

Il percorso

La tortuosità dell’itinerario rende quasi impossibile dare indicazioni precise, se non quelle dei paesi attraversati.

Dal centro di Casteggio si comincia subito a salire verso Montalto Pavese, affrontando lo strappetto di Calvignano (2 km al 6%). Da Montalto, dopo la ripidissima discesa di Bosco della Chiesa, con qualche curva pericolosa, si risale subito verso il Passo del Carmine e Rocca de Giorgi (6 km 5%), il punto più elevato e suggestivo dell’itinerario. Altra discesona verso Ruino e il lago di Trebecco, con un asfalto veramente al limite della praticabilità, poi si sale di nuovo verso l’antico borgo di Zavattarello. Dalla sella solo segnali ottimi che fanno venire voglia di spingere a tutta: effettivamente le asperità della strada non si sentono proprio e la costante sensazione di comfort permette di pedalare da seduti anche in condizioni difficili.

Il tempo di uno spettacolare panino con la coppa e poi giù, fino alla SP 412 della Val Tidone, sconfinando in Emilia.

Nota stonata: ho fatto un errore da principiante e ingannato dal sole primaverile sono uscito in corto, nonostante il calendario (siamo a fine marzo) consigliasse prudenza. Risultato: sulla discesa in ombra prendo un gran freddo che mi porto fino a casa.

Per tornare verso Casteggio si percorre un breve tratto di provinciale prima di risalire verso Valverde, Torre degli Alberi e Borgoratto, con ancora uno strappo impegnativo e relativa discesa stile downhill.

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