Piemonte

Le salite del Giro: Oropa

oropa
Partenza

Biella (BI)

Arrivo

Oropa (BI)

Lunghezza

11 chilometri

Dislivello

733 metri

Altitudine massima

1.142 metri

Pendenza massima

13%

Pendenza media

6.20%

La 14° tappa del Giro del centenario è arrivata – sesta volta nella storia della manifestazione – al Santuario di Oropa, salita teatro della leggendaria impresa del “Pirata” nel 1993, e per questo ribattezzata “Montagna Pantani”.

 

Sabato 20 maggio Oropa, provincia di Biella, ha visto per la sesta volta l’arrivo di una tappa del Giro. Celebre per il santuario dedicato alla Madonna nera, dal 1999 questo luogo ha assunto per gli appassionati di ciclismo anche un altro significato, ridefinendo il concetto di rimonta, con la celebre impresa di Pantani.
Un’impresa leggendaria

Per chi ha la memoria corta, in quell’occasione il Pirata rimase in panne per un banale salto di catena a circa 9 km dal traguardo, perdendo 40 secondi da un gruppo di 49 corridori. In quel momento cominciò una gara a parte, con Marco che, viaggiando a velocità doppia rispetto agli altri, volò via uno a uno tutti i corridori davanti senza mai voltarsi. Andò poi a trionfare con 21 secondi di vantaggio su Jalabert, siglando una delle performance sportive più incredibili di tutti i tempi, non solo in ambito ciclistico.

In memoria di quel giorno, Oropa è stata definita “Montagna Pantani”, come ricordano le paline celebrative posizionate da quest’anno sugli 11 km di salita da Biella fino al santuario. I cartelli indicano non solo la distanza dalla vetta e le pendenze da affrontare, ma anche pillole di storia del Giro, oltre i nomi dei 5 precedenti vincitori: Vito Taccone, Massimo Ghirotto, Marzio Bruseghin, Enrico Battaglin e naturalmente Marco Pantani, a cui è dedicato un cartello speciale proprio nel punto in cui ebbe l’incidente meccanico.
La salita

Usciti da Biella e imboccata una sorta di circonvallazione, comincia subito la salita, che non molla più fino alla vetta, sempre molto irregolare e altrettanto impegnativa, a causa dei continui strappi che spaccano fiato e gambe.

Lasciate alle spalle le ultime case, l’ascesa si fa progressivamente più dura, con ripidi tornanti che si avvitano nel bosco.

All’altezza del paese di Favaro (758 m e 5 km al traguardo) si attraversa un breve tunnel entrando nella vera e propria valle di Oropa, dove si affrontano le pendenze più dure, rese ancora più difficili da un tratto in pavé. Dopo quota 1.000, all’altezza della cappelletta di S. Fermo, c’è l’unica possibilità di rifiatare con un breve falsopiano, prima di riprendere a salire fino all’ultimo strappo che porta alla spianata del santuario.

L’arrivo, sui cubetti di porfido, è posizionato a 1.142 metri di quota, dopo 11 km di salita al 6-7% con punte del 13%.

L’ascesa è complessivamente molto impegnativa e qui persino il “re” Miguel Indurain si trovò in difficoltà nel 1993.
Le iniziative

In occasione di questo arrivo a Oropa nel Giro del Centenario ci sono state anche diverse iniziative extra-ciclistiche per festeggiare l’evento.

Dalla cupola della Basilica Nuova del Santuario illuminata di rosa per tutta la durata del Giro, a una bella mostra dei cimeli da Binda a Pantani, oltre alla possibilità di gustare i menù rosa con prodotti tipici, proposti dai banchetti di street food allestiti dai ristoratori della valle.

Per ulteriori info: http://www.santuariodioropa.it/

 

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