Sicilia

Etna, sfida al vulcano

etna
Partenza

Zafferana Etnea (CT)

Arrivo

Rifugio Sapienza

Difficoltà

Elevata

Lunghezza

18 km

Quota massima

1921 m

Pendenza media

7,2%

Pendenza massima

11%

Dislivello

1305 m

Con i suoi 3.340 metri l’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa, che al di là dell’aspetto paesaggistico ed escursionistico, riveste un notevole interesse anche dal punto di vista ciclistico, offrendo diverse opportunità di scalata.

Siamo alla fine di aprile e il clima è ideale per affrontare l’impegnativa salita ai 1.900 metri del rifugio Sapienza da Zafferana Etnea (CT). Più avanti nella stagione il caldo diventa spesso insopportabile.
In realtà i versanti possibili per l’ascesa sono quattro, più una fitta ragnatela di percorsi MTB che tagliano in lungo e in largo le pendici, ma per l’uscita di oggi con il solito gruppetto abbiamo scelto la soluzione più impegnativa. La salita è lunga 18 km, e la affronteremo al termine di tutto il giro del vulcano: un anello quasi perfetto di 120 km tutto in saliscendi, ai quali sommare salita e discesa al rifugio.
Saremo anche in forma, ma resta una bella sfida.

Comfort “over 100”
Bici tirata a lucido: cambio e freni appena registrati, copertoncini nuovi di zecca e sella idem. Di solito non è mai una buona idea cambiare la sella prima di un giro lungo, ma qui andiamo sul sicuro, con la Novus Superflow Endurance di Selle Italia. L’imbottitura speciale e il particolare design allungato con il taglio centrale che attraversa tutta la lunghezza della sella,la rendono comodissima anche dopo tanti chilometri.
Per l’occasione abbiamo invece messo in stand by la SLR Tekno, gioiellino hi tech sempre di Selle Italia, forse troppo corsaiola per un percorso così mosso e impegnativo. Ci saranno altre occasioni dove tornerà comoda la sua mostruosa leggerezza. Qui meglio privilegiare il comfort assoluto.

La salitona
Tornando al nostro giro, si parte da Zafferana Etnea verso Nicolosi,girando dunque in senso orario intorno alla montagna, passando da Belpasso, Adrano, Bronte, Randazzo, Linguaglossa e infine Milo, con discesa finale di nuovo su Zafferana, dove attacchiamo la salita al Sapienza.
Il percorso si snoda interamente in un paesaggio aspro e bellissimo, tra profumi e colori davvero intensi, dal verde brillante degli aranceti al nero profondo delle colate laviche, ma l’ascesa da Zafferana merita una breve descrizione in più.
Da 600 m si arriva a 1.900, quindi con dislivello di 1.300 abbondante. La pendenza media supera il 7%, con punte del 10%.
A parte la pendenza, è però l’asfalto rovinato a creare più difficoltà. Per quanto riguarda i rapporti personalmente ho usato solo gli ultimi 2 pignoni (23 e 26) con il 34 davanti, naturalmente.
All’inizio la strada sale nel bosco, poi esce allo scoperto in mezzo a distese di lava. Impressionante. In particolare dopo il piazzale panoramico a 1.400, proseguendo per il rifugio, si affronta una serie di tornanti spettacolari in pratica scavati in una colata.
Gli ultimi km sono davvero impegnativi, e in questo tratto, con le energie ormai al lumicino, senza più la forza di alzarsi sui pedali, la Novus Superflow ci ha dato una mano in più permettendoci di rilanciare l’azione da seduti, spingendo comodamente i rapporti più agili senza staccarci dalla sella.
Una volta arrivatial rifugio Sapienza il panorama è indescrivibile, ma sudati come siamo meglio non soffermarsi troppo all’aria frizzante dei quasi 2000 metri. In discesa mantellina d’obbligo.
Ah, ultima nota piacevole: sull’intero percorso si incontrano numerose fontanelle di acqua freschissima.

« Indietro

Ti piacerebbe diventare
collaudatore Selle Italia?

We want you!

è anche

Inserisci i tuoi dati e iscriviti alla nostra newsletter.

*campi obbligatori